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Affari italiani

Ex pezzente ora ladro.

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Mentre gli operatori sanitari lavoravano in prima linea contro il coronavirus senza strumenti adeguati, Giuseppe Conte si costruiva un vero e proprio ospedale ad hoc a Palazzo Chigi. Il premier si è fatto arrivare innumerevoli mascherine, bombole per l’ossigeno, disinfettante e chi più ne ha più ne metta. Il tutto, ovviamente, in quantità industriali. A far emergere quanto accaduto mentre l’Italia piangeva l’assenza di mascherine e guanti è stato Franco Bechis, direttore del Tempo. Ma c’è di più, sulle pagine del quotidiano romano le scorte di Conte vengono aggiornate. Il presidente del Consiglio non ha solo costruito un nosocomio, ma anche un vero e proprio luogo protetto dove trincerarsi con tanto di messi ultratecnologici. Con una spesa di 16 mila euro – scrive Il Tempo – sono stati infatti acquistati dalla Impianti spa “n. 4 sistemi mobili per la diffusione ambientale audio video degli interventi in conferenza”, e con altri 11,016,72 euro più Iva è stata acquisita “una piattaforma di web conference”. Con una cifra minore – 1.865 euro oltre Iva – sono invece stati acquistati 5 televisori LG di ultima generazione da 55 pollici.

Ma l’elenco acquisti prosegue: a trattativa diretta è stato strappato un prezzo di 3.600 euro più Iva per acquistare anche “quattro Poly con SoundStation Duo, cavetteria e adattatori oltre a dieci microfoni omnidirezionali”, “cinquanta lettori smart cart per FIRMA OK per un importo presunto di spesa di euro 570 oltre Iva”. E ancora: dalla Vrm Italia per 9.800 euro più Iva sono stati acquistati “codec CISCOCS-KIT-K9 Room kit con microfono integrato, altoparlanti e touch10 pollici”, “monitor professionale 4k da almeno 49 pollici e non superiore a 60 pollici, con almeno due porte HDMI” e “monitor da 24 pollici con almeno una porta HDMI”. Si prosegue con 3 mila euro più Iva per “trenta HPE X130 10G SFP+ LC SR Transceiver”. Poi come poteva mancare l’attrezzatura per i dipendenti in smartworking? Così Conte ha provveduto anche a loro elargendo 150 PC portatili a 1.015 euro l’uno, Iva compresa e 150 licenze di Office professional a 529 euro l’una, anche qui Iva compresa. Il tutto per un ammontare di 189.862,50 euro più tasse. Un vero e proprio schiaffo agli italiani in difficoltà.

Il pezzente ha pagato il doppio del valore per l’informatica, forse la differenza va nelle sue tasche di ex miserabile?

Costui ha deciso di spennare gli italiani pro domo sua e del suo amichetto casalino.

Attento pezzente perché gli italiani buoni e cari quando scoppiano non li frena più nessuno e ormai, Mattarella o no, siamo arrivati al capolinea.

Ti conviene raggranellare tutto quel che hai rubato, prendere il tuo amichetto e filartela in un Paese che non preveda estradizione ufficiale, ma non credere noi ti raggiungeremo ovunque e saran dolori!