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Affari italiani

Pay Pal

PayPal è una organizzazione parassita che si spaccia per Banca, nel senso che vogliono godere dei privilegi delle Banche ma non vogliono assoggettarsi agli obblighi relativi.

Sono specializzati in pagamenti sul Web e raccolgono molta parte dei pagamenti relativi ai siti di e-commerce.

Non spendono un soldo per questo perchè tutto l’allestimento della struttura è sulle spalle del gestore e-commerce, loro si limitano a fornire un gateway che convoglia il denaro nelle loro casse.

Ottima idea se non per il fatto che per questa semplice operazione pretendono, e si trattengono, il 3,4% di ogni operazione e 0,35 Euro per ogni transazione, ma non basta, con la scusa di proteggere gli acquirenti trattengono il 20% delle transazioni per 40 giorni, ora si comprende bene che un negozio e-commerce che movimenta 50 – 100.000 Euro al mese allo scadere dei 40 giorni è fallito.

A nulla valgono le proteste dei commercianti e le richieste di revisione degli importi trattenuti, rispondono sempre con frasi stereotipate tipo: il tuo conto presenta rischi che noi dobbiamo anticipare con gli accantonamenti di riserva.

Questo anche se per due anni il sito in questione lavora tranquillamente senza avere alcuna protesta di clienti né richieste di risarcimento da parte dei gestori delle carte di credito.

Ora scopriamo che il denaro trattenuto ai “clienti” viene prestato a terzi a tassi del 24% al giorno.

Detto questo risulta molto condivisibile la protesta dei commercianti e la loro graduale uscita da questo sistema di parassiti.

Ultima novità PayPal comunica ai commercianti che, in caso di annullamento di ordini e rimborsi relativi le commissioni (3,4% + 0,35) non saranno rimborsate ma resteranno a carico del commerciante.

Se aggiungiamo che PayPal ha sede in Lussemburgo, Paese che ci ha rubato un ospedale da campo per darlo alla Francia abbiamo colmato la misura.

Basta con questi ladri!!